Strani percorsi

Ci sono giorni in cui una persona si ferma a riflettere e tira le somme (anche parziali!) della sua vita..non necessariamente questo bilancio si fa allo scadere dei fatidici enta o anta basta una qualsiasi giornata in cui la mente vaga pi๠del solito e il gioco è fatto!

Bè oggi io mi sono ritrovata a fare questo gioco e ho superato gli enta ma non sono arrivata agli anta…avrei tanti motivi per tirare le somme di quello che è stato fin qui ma per questa volta voglio solo parlare della mia professione.

Ho una laurea in sociologia con indirizzo antropologico..tante aspettative, tanta voglia di fare qualcosa per migliorare questo strano mondo, tanta voglia di entrare a far parte della tanto discussa società  globale e multiculturale, ma non sempre le cose vanno come noi le progettiamo e le sognamo..anzi direi quasi mai..ma il bello forse è proprio questo: il bello è riuscire a reinventarsi quando meno te l’aspetti, quando pensi che la tua strada sia già  segnata, invece all’improvviso compare una matita ideale che ritraccia tutto il disegno della tua vita.

A me, come tante altre persone, è successo questo.

Tre anni fa mi sono trasferita da Roma per andare a vivere in un paese, molto carino, nei dintorni di Roma Nord.

Per una serie di circostanze e conoscenze, quando meno me l’aspettavo, benché fossi in cerca di lavoro, mi si presenta l’occasione di andare a lavorare in un’agenzia di comunicazione del posto.

Sono sincera: all’inizio non è stato per niente facile e a volte non lo è neanche ora. Mi sembrava di essere stata catapultata in qualcosa che non mi apparteneva, che non sentivo come mio, che non faceva parte del mio background culturale…tanti anni passati a studiare l’antropologia, l’etnografia e poi invece dovermi confrontare con il marketing, la comunicazione, la pianificazione commerciale..un bel salto dalle popolazioni tribali!!

Poi, con il tempo, questa cosa ha cominciato ad interessarmi e ad incuriosirmi e la diffidenza iniziale è stata scalzata dalla mia voglia di imparare altre cose e superare i miei limiti confrontandomi con argomenti che all’inizio mi facevano ‘paura’.

Cosa mi ha fatto rimanere? Tante cose.

Oltre alla mia proverbiale testardaggine e caparbietà , il fatto di aver trovato delle persone con cui lavoro bene, con cui, nonostante i diverbi, fisiologici in un qualsiasi posto di lavoro, ho un buon rapporto che va oltre la professione.

Il fatto di aver trovato un capo ‘illuminato’ (come definisco io quei capi che ti lasciano spazio per crescere e che non ti trattano solo come un sottoposto) che mi ha fatto e mi fa da mentore, che mi ha trasmesso la voglia di combattere per realizzare sogni e progetti.

Il fatto di lavorare in un posto lontano dallo smog e dal caos di una grande città  come Roma.

Il vanto di poter dire, in tutta onestà , che lavoriamo con cura, qualità , professionalità .

Il fatto di lavorare in un ambiente dove realmente c’è rispetto delle esigenze di chi ogni giorno, con tanto impegno, svolge il proprio compito.

Oggi a distanza di due anni all’interno della stessa agenzia ricopro un ruolo di responsabilità : avere un ruolo dirigenziale ha i suoi vantaggi e i suoi svantaggi: puoi inventare ogni giorno te stesso e il tuo lavoro, puoi far crescere chi lavora con te e per te, anche se questo comporta che spesso non ci sono orari, non c’è mai abbastanza tempo per tutto e per tutti…ma qual’è la cosa che non ha il risvolto della medaglia?

Ci sono tante cose che devo ancora imparare e vedere ma in questi anni una cosa l’ho imparata e sperimentata direttamente: se ci crediamo davvero possiamo raggiungere i nostri obiettivi e migliorare.

Old e New media

Ancora oggi molti titolari di aziende si comportano e pianificano strategie commerciali come se il mondo non fosse cambiato, come se il web non avesse cambiato ogni schema interrelazionale e di business.
Paradossalmente mi capita di sentire giovani titolari di aziende che caldeggiano per il ‘buon vecchio’ volantinaggio e invece parlare con uomini appartenenti alla ‘vecchia guardia’, con tanti anni di professione alle spalle, e che sono ‘over 65′, che sostengono che il webt è il futuro!
A volte il mondo va davvero al contrario..ci riserva sempre delle sorprese!
Mi rendo conto che il web è ancora circondato da un’aurea misteriosa che affascina e che impaurisce allo stesso tempo..forse proprio per i suoi contorni indefiniti, per la sua vastità  per la sua natura globale, sembra un’entità , una creatura che tutti vedono e che nessuno afferra e imbriglia.
Promuovere il proprio business avvalendosi dei mezzi di diffusione tradizionale, come il volantinaggio, in una città  come Roma, vuol dire mettere un forte ostacolo al raggiungimento degli obiettivi e dei risultati che una buona campagna di comunicazione dovrebbe garantire.
Mettiamo un po’ di cifre in campo e tiriamo le somme.
Sfruttare un motore di ricerca per incrociare il basilare meccanismo della domanda e dell’offerta, che muove tutto il mercato, garantisce uno scambio per 365 giorni l’anno, 24 h su 24 h, è potenzialmente rivolto a tutti gli internauti…direi una soluzione duratura, di continuità  e di massima flessibilità ..con dei costi relativamente contenuti e che non risente di agenti esterni come condizioni climatiche, personale inadeguato o insufficiente..è lì chiunque può vederlo e usufruirne.
Promuovere una campagna business con il volantinaggio prevede un investimento che si aggira intorno ai 2000€, necessari a coprire i costi per la grafica, la stampa, e distribuzione di circa 30.000 pezzi.
La distribuzione può essere pianificata una volta l’anno, forse due, per un massimo di 7 giorni.. come finestra temporale per raggiungere tutti i potenziali interessati è un po’ limitata..e poi ci sono tutti i sè imputabili all’entropia della situazione: e se i volantinatori che ho selezionato non sono abbastanza scrupolosi? se quel giorno la persona che è interessata non passa di là ? e se la persona che ha ricevuto il volantino ha avuto una pessima giornata e non ha la minima intenzione di prestare attenzione al prodotto sponsorizzato? E se magari, che so, la voglia di farsi costruire un camino gli viene 2 ore dopo aver buttato nel cestino il volantino che io ho fatto distribuire? Pensate che una persona che ha un attico a Roma, parlo di 400.000,00 € di casa, come minimo, si metta a rovistare nel cestino alla ricerca delle cartacce? O forse va ad accendere il suo nuovo Apple e naviga, con la sua connessione superveloce, su internet digitando su google “caminetti a Roma”?
Voi che dite?
Io dico: ‘Google, ovvero il novello oracolo di Delfi: chiedi …ops!!… digita e ti sarà  risposto.

Le cose semplici funzionano meglio

La comunicazione commerciale spesso reputa che ciò che è gridato attiri, quindi vediamo bollini, colori fluorescenti che hanno il solo scopo di richiamare l’attenzione, ma l’eccesso fa fuggire il consumatore, se lo si bombarda di informazioni scappa, poiché va al di là  del suo carico cognitivo, si distrae l’attenzione sul prodotto vero e proprio, e non è corretto che il futuro utilizzatore di un prodotto si debba domandare “Ma saprò usarlo o devo avere una laurea in ingegneria”, magari basterebbe far seguire agli amici delle “finestre” un paio di corsi di ergonomia e psicologia cognitiva per fargli capire che le cose più sono semplici e più sono apprezzate.

Per darvi un’idea ho inserito un video che meglio delle parole puù illustrare questo concetto.

Grafica web e comunicazione visiva

Si parla spesso di comunicazione visiva, ed è diventata argomento comune anche sul web da molto tempo, da quando ormai i siti non sono più semplici pagine ipertestuali ma si sono trasformati in una sorta di proposta digitale di riviste, giornali e simili per l’utente.

Grafica e comunicazione visiva sono vanno a braccetto, non possono essere scissi, poiché un progetto grafico vuole comunicare un messaggio, ovviamente il discorso non cambia se si parla di un sito web, dove spesso la grafica la fa da padrona sulla effettiva usabilità  e accessibilità  del sito stesso.

Ci si deve allora interrogare nel momento in cui si crea un layout grafico per un sito se esso è realmente capace di veicolare nel migliore dei modi il contenuto dello stesso, abbandonando le semplicistiche nozioni per cui leggendo noi (occidentali) da sinistra verso destra talune informazioni vanno poste lì piuttosto che là , poiché non si sta leggendo un libro, bensì una “immagine” e quindi riportarsi a quelli che sono i principi della percezione visiva: distribuire i contenuti più importanti su poli di attrazione visiva giocando con colori, forme, creando blocchi di testo, e negli stessi alternare testo normale e grassetto.

Uno studio preliminare del layout grafico di un sito applicando i principi della gestalt può aiutare a migliorare la comunicazione del sito (ricordando che poi sono i contenuti che fanno la differenza) ma spesso tale studio non viene quasi mai fatto e ci si lascia andare all’estro creativo.

Per chi volesse invece verificare quali sono i “poli di attrazione visiva” del proprio sito (una delle tante componenti della psicologia della percezione visiva) può usare questo strumento on line che evidenzia i punti focali in modo da comprendere e intervenire, per esempio su dove dover porre maggiore attenzione nell’inserimento di annunci pubblicitari e/o link particolari per il sito.

Comunicazione politica e autenticità

Tema scottante ma assolutamente attuale, che a mio parere può determinare l’unico vero discrimine per l’evoluzione di questo settore…

Mi riferisco al tema della autenticità  della comunicazione pubblicitaria e promozionale in generale, tema che interessa, oggi come non mai, il campo della comunicazione politica.

Prendo spunto dalla attuale campagna politica per le imminenti elezioni, e dalle accuse di Berlusconi all’avversario Veltroni, di essere “troppo bravo” nell’arte della comunicazione.
E pensare che le stesse accuse sono state rivolte a lui nell’ormai lontano ‘94 (sig. come passa il tempo!) all’epoca della fondazione del partito di Forza Italia.
Evidentemente i suoi avversari politici hanno fatto tesoro dei suoi insegnamenti ed ora tutti i partiti che vogliono sperare di avere seriamente una possibilità  di vincere in politica, devono rivolgersi ad esperti di comunicazione per rifare il loro “look” ed imporre il loro “brand”.
Proprio così, “brand”.
Forse fino a qualche anno fa la comunicazione politica aveva delle regole diverse dalle regole pubblicitarie, ma l’ingresso del Cavaliere in politica ha imposto tra le tante, anche questa novità : il partito politico si tratta come una qualsiasi altra marca, da vendere.
Ovviamente eticamente il problema, nella sfera politica come in qualsiasi altra in cui entra in gioco la comunicazione, è che quello che si proclama per “vendere il proprio prodotto” dovrebbe corrispondere alla realtà .
Gli ordini professionali dei pubblicitari si sono imposti una condotta deontologica e sappiamo che la legge da diverso tempo prevede il reato di “pubblicità  ingannevole”, per quelle ads pubblicitari che non corrispondono a verità .

Chissà  se si può parlare di pubblicità  ingannevole anche nei confronti della comunicazione politica?
E poi sarebbe ancora da chiedersi: dove sta la differenza tra “comunicazione” e “pubblicità “?
Parliamo ancora di “comunicazione politica” o possiamo, o dobbiamo, parlare di “pubblicità  politica”?

Personalmente credo che da molto tempo si può parlare di pubblicità  politica e non di comunicazione, in quanto da molto tempo la politica è intenta a “vendere” prodotti (tesi politiche, programmi elettorali) in cambio di voti; la cosa oggi è solo più evidente proprio perchè, in virtù di quanto detto prima, oggi il marketing ed il linguaggio spudoratamente pubblicitario sono entrati di forza nel panorama della comunicazione politica.
Per un pò di tempo l’ondata di pubblicità  politica, di bei faccioni sorridenti appesi al muro fotografati con tagli giornalistici e non istituzionali, gli slogan “acchiappa-emozione”, avranno il loro trend di crescita, e poi saranno destinati, come tutto, a decadere, destituiti dagli stessi che li hanno apprezzati in origine.
Questa ascesa e discesa in tempi brevi è tipica della nostra società , che esalta ed accelera tutto, provocando una rapida indigestione di tutte le novità .

Ma veniamo al dunque: è un bene tutto ciò?

E’ un bene se visto in prospettiva, con il dono della lungimiranza.
Sono fermamente convinta che le persone non sono stupide e sono stufe di essere trattate come tali, per cui la moda del “dì qualsiasi cosa purchè si raggiunga il risultato” (vendere, o acchiappare voti) finirà  proprio perchè non ci crederà  più nessuno.
L’afferamazione di Berlusconi contro il collega Veltroni, che implicitamente sottolinea che “buon comunicatore” equivale a “falso e bugiardo”, sta a indicare l’inizio del periodo di inversione di tendenza.
Non è un caso che sia proprio lui, il più efficace (dalla prospettiva “acchiappa come puoi”) dei comunicatori in giro sulla piazza, a fare questa affermazione; significa proprio che la sua equipe di esperti del settore hanno fiutato il giro di boa: possiamo prendere questa affermazione come cartina al tornasole della sitauzione.
E non solo nel campo politico.
Finalmente si dovrà  per forza invertire il tiro, e, nella comunicazione (pubblicità ) politica, come nella comunicazione aziendale e/o pubblicitaria, si dovrà  tornare al principio di verità : da ora in poi vincerà  non chi si fa  più bello, ma chi fà  le cose più belle.
La rivincita dei fatti sulle chiacchiere….

Sarà  un sogno?
Ai posteri l’ardua sentenza…..

Cura della persona nella società  del benessere, parliamo di cosmofarma

Ho deciso di scrivere il mio post parlando di un evento che riguarda un argomento che a noi donne e non solo.. interessa molto.
L’evento in questione si terrà  a Roma dal 9 all’11 maggio presso il nuovo polo fieristico: sto parlando di Cosmofarma Exhibition.
La Cosmofarma è una manifestazione che si ripete con successo da ben 11 anni, consolidando l’interesse che i numerosissimi visitatori dimostrano per questo settore in forte espansione.
L’evento è di rilevanza nazionale e internazionale e vanta la presenza di esperti di elevata professionalità .
Sarà  suddivisa in tre macro aree: cosmetico/naturale/alimentare dietetico; servizi per la farmacia;
farmaceutico/parafarmaceutico/sanitario; in ognuna delle macroaree saranno presenti i marchi e le aziende più noti del settore.
Un trend in forte crescita negli ultimi è quello che vede gli uomini interessati come, se non di più, delle donne alla cura della persona e all’aspetto estetico.
Fenomeni di una società  che cambia ed evolve..vantaggi di una società  del benessere e dell’opulenza che dà  la possibilità  di prendersi cura della propria persona, possibilità  di curarsi con medicine chimiche od omeopatiche.
Il nostro aspetto è il primo messaggio di ciò che siamo e di ciò che facciamo. Ma ovviamente non vogliamo e non dobbiamo fermarci ad un discorso di apparenza e di superficie.
Il vero bello di ognuno di noi è soprattutto quello che abbiamo dentro, quello che giornalmente costruiamo accettando sfide, superando paure e limiti. Il vero bello è la persona che ogni giorno dentro di noi migliora e cresce tra cadute e risalite, vittorie e sconfitte.
Non vogliamo essere distaccati dalla realtà  né tanto meno ipocriti: a tutti noi piace relazionarci, per motivi di lavoro o di socialità , con una persona gradevole ma dopo l’impatto iniziale bisogna andare oltre, superare l’immagine esteriore e vedere la ricchezza interiore: è quella la vera bellezza che non sfiorisce, non appassisce con gli anni e che anzi migliora con il tempo!
In un’epoca dove l’aspetto esteriore ha una fortissima rilevanza per veicolare un messaggio o farsi conoscere, dare spazio ed eco ad  una manifestazione dove si parla di cura della persona, della propria immagine e del proprio benessere, ci è sembrato doveroso, anche perché la cura del bello, l’attenzione nei particolari, fa parte del nostro lavoro.

Comunicazione e buona comunicazione

Si comunica sempre, è l’attività  che si svolge più frequentemente, ma esiste una sostanziale differenza tra il semplice comunicare e una buona comunicazione.

La comunicazione si regge su determinate regole e strutture, la cui conoscenza è vitale per fare in modo che il nostro messaggio arrivi all’interlocutore e soprattutto sia ben interpretato. Ma perché si comunica? Perché voliamo che il destinatario della nostra comunicazione compia una determinata azione, anche l’acquisizione di un’informazione è da considerarsi come un’azione.

Conoscere in modo attento e preciso i 5 elementi della comunicazione è fondamentale: il mittente, il destinatario, il messaggio, il canale, il codice.

Ciascuno di essi ha sue peculiarità  che cambiano in base alle differenti combinazioni, un messaggio verbale è ben diverso se scritto o radiofonico, così come l’uso delle immagini nel caso di un messaggio visivo assume caratteristiche diverse se stampato o a video, se costituito da immagini statiche o dinamiche.

Canale e codice vanno quindi conosciuti e usati attentamente per veicolare al meglio il messaggio, affinché esso sia chiaro e ben compreso senza errore e ambiguità  (almeno che non siano voluti). Ma canale e codice senza un contenuto sono vuoti e inutili, sono pura forma senza sostanza, perciò la creazione di un messaggio il cui contenuto desti “interesse” è vitale.

Il mittente assume un ruolo preciso nella comunicazione, è colui che inviando il messaggio si fa garante di esso e della sua veridicità , un’informazione anche se fondata ma esposta da un mittente senza credibilità  è persa, non arriverà  a destinazione né verrà  tenuta in considerazione, al contrario un’informazione falsa ma riferita da un organo autorevole sarà  ritenuta degna di fiducia.

E infine il destinatario, o ricevente, un elemento da non sottovalutare. Non si deve considerare come un semplice ricettore passivo, costituito da una massa uniformata, in realtà  i destinatari di un messaggio sono solo per approssimazione simili e assimilabili in categorie, lo studio del target di un messaggio è fondamentale, il messaggio va costruito su misura sul destinatario, affinché arrivi e sia ben interpretato per spingerlo poi ad accettare e convincersi della bontà  del messaggio stesso.

Noi in Radiance

Ascoltate per un attimo il vostro respiro: come lo immaginate, come raffigurate l’amore, quale sensazioni vi suscita un tramonto, parole che vogliono rappresentare un’immagine, immagini che suscitano emozioni, unica vera energia del nostro lavoro.
Radiance è nata in modo spontaneo, dall’aggregazione di professionisti, dal confronto e dal costante miglioramento delle proprie capacità  e dalla continua ricerca del superamento dei propri limiti.

Ci immaginiamo di essere emanazione, una radiazione, come le stelle che brillano di luce propria e come loro vogliamo indicare una strada nuova nella comunicazione, una comunicazione fatta di emozioni.
“Emotion design” per noi significa emozione che prende forma e allo stesso tempo trasmette sensazioni.

Due sono le forme della nostra attività : il marketing e la comunicazione, ma una sola è l’essenza, il raggiungimento degli obiettivi.
Analisi, pensiero e azione sono la successione delle attività  che ci portano verso gli obiettivi.
Semplicità , armonia ed equilibrio sono le cose che cerchiamo di trasmettere in quello che facciamo.

Questo spazio è stato creato per divenire una bacheca in cui condividere esperienze, a volte personali a volte collettive, piccole sfide e grandi sogni.
Ci piacerebbe trovare molti compagni per arricchire il nostro viaggio, le nostre esperienze, cercando di essere la voce che riesce a portarvi la notizia prima che questa si manifesti ai vostri occhi.